Il reggiseno, dall’antichità ad oggi

Risale a 2.000 anni a. C. l’uso nella civiltà minoica di indossare dei capi che coprivano il seno, ne è la testimonianza la famosa statua della Dea dei serpenti, la quale indossa un corpetto che solleva ed espone il seno. Pitture murali a Creta mostrano dei capi simili al bikini, le donne indossavano dei indumenti che in parte nascondevano e in parte svelavano i seni. Nell’antica Roma si indossavano dei capi simili al reggiseno ma senza le bretelle. Fino al rinascimento, quando viene introdotto il corsetto, diverse civiltà usavano fasciare il seno per coprirlo o per sollevarlo. In seguito per circa mezzo secolo il corpo femminile fu costretto nel rigido corsetto, solo la grande guerra riuscì a spazzarlo via.

Alla fine dell’800 furono depositati molti brevetti per i capi simili al reggiseno, che prese sempre più piede durante le battaglie per abolizione del corsetto.

Apparve per la prima volta sulla rivista Vogue nel nel 1907, mentre poco dopo, nel 1910 Mery Phelps Jacob, successivamente sopranominata Caresse Crosby creo il reggiseno di concezione moderna. La stilista diciannovenne New Yorkese acquisto un abito trasparente per il ballo delle debuttanti. All’epoca il solo intimo accettato era il corsetto, ma alla signorina non piaceva che si vedessero le stecche di balena del corsetto spuntare fuori dalla profonda scolatura del suo abito. Cosi con l’aiuto della cameriera assemblò dei fazzoletti di seta con dei nastri rosa. Quando comincio a ricevere delle richieste di acquisto della sua creazione capi che c’era un’opportunità di guadagno. Brevettò il “reggiseno senza dorso” e riuscì ad ottenere dei ordini da grandi magazzini, ma purtroppo fu persuasa dal suo marito di proseguire l’attività e cedette il marchio.

Reggiseno conosce la vera affermazione nella vita quotidiana di ogni donna, durante la prima guerra mondiale. Erano simili alla fascia per i capelli leggermente conformate, che tenevano il busto in dentro e verso basso per mezzo di un fermaglio collegato al corsetto.

Mentre la moda androgina porto all’uso di un reggiseno-bandeau, che appiattiva le mammelle, un’immigrata russa Ida Rosenthal nel suo piccolo negozio di New York cambio l’aspetto della moda femminile. Venendo incontro alle esigenze di diverse forme fisiche, creò dei reggiseni che andassero bene a tutte le donne di tutte le età, esaltando e sostenendo le mammelle.

Negli anni trenta la parola brassiere venne gradualmente abbreviata in bra, il capo intimo divenne sempre più sofisticato e man mano si smise di confezionarlo in casa. Si classifico la grandezza e la pesantezza delle mammelle con le lettere dalla A alla D, usando la misura “a coppe”. In seguito furono introdotte le bande aggiustabili con posizioni multiple di occhiello a gancetto.

Con lo sviluppo dell’industria avvennero importanti miglioramenti nelle fibre, tessuti, colori e design, si introdusse la spallina regolabile, la coppa conformata e il reggiseno imbottito.

Durante la seconda guerra mondiale la terminologia militare si insinuo anche nell’abbigliamento intimo, come reggiseno a siluro o proiettile, della struttura fitta ed appuntita. Finita la guerra il baby boom creo un specifico segmento di mercato, quello di maternità con i reggiseni per l’allattamento.

Negli anni 50 fa la sua comparsa il training bra o bralette per le ragazza preadolescenti.
Gli anni successivi invece sono caratterizzati dai movimenti no bra. Alcune donne ripudiano pubblicamente il reggiseno. Con l’atto di bruciarlo si vuole liberare la donna, il reggiseno viene visto dalle attiviste come il corsetto, volto a costringere il corpo, sottomettendola nuovamente all’oggetto del desiderio dell’uomo. La risposta delle industrie arriva immediata, appaiono sul mercato i capi di più vasta fattezza, non più simbolo di moda ma oggetto utilitario di diverse forme, scollature e materiali… Nasce il primo reggiseno sportivo jogbra.
A pari passo però procede anche il desiderio di esibire il reggiseno come oggetto di moda, negli anni 80 far vedere il bra di ultima tendenza divenne obbligo, la comodità e praticità lascia spazio all’esaltazione del capo.

Oggi abbiamo un’esorbitante scelta di modelli e fantasie, l’industria del settore offre soluzioni e soddisfazioni per tutti i gusti, forme e grandezze.. Ma per quanto possa essere bello o comodo, è certo che, quasi tutte le donne appena rientrate a casa se lo tolgono con immenso godimento…