“Sial” – lo scialle veneziano

La parola “scialle” – in veneziano “sial” – proviene dal persiano šāl. L’utilizzo di questo capo, con il quale le donne usavano coprirsi le spalle, risale alla fine del XVIII secolo. Veniva confezionato in cascimir, in tela stampata, in velo di lana, merletto o seta. Attorno al 1880 scomparve per riapparire nel dopo guerra adornato da grandi frange, in seta o in lana ricamata. Come tutti capi della moda si evolve al passo con progresso tecnologico, cosi si conosce lo scialle in laminato ed in velluto dipinto.

Le origini e le caratteristiche dello scialle Veneziano

La storia dello scialle Veneziano ha inizio con Giovanni Zivogli. Fu un padre di famiglia di origini armene, costretto ad abbandonare la sua patria nel 1761 per motivi religiosi, come spesso accadeva trovo rifugio a Venezia. Per poter continuare la sua attività, che consisteva nella produzione di scialli in seta, ottenne il permesso da “Cinque Savi alle Mercanzie” di produrre dei “fazzoletti di vari colori”. I suoi fazzoletti si potrebbero considerare progenitori dello scialle veneziano, in dialetto chiamato allora “zendado” o “zendale”.


La clientela era vasta poiché le popolane veneziane adoperavano sin dall’antichità i capi simili allo scialle per coprirsi le spalle. Ed ecco che attorno al 1816 anche le dame veneziane cominciano ad apprezzarlo. Più precisamente si trattava di uno scialletto con il cappello che si legava al nodo sotto il petto. Verso 1870 sono in voga gli scialli di cascimir di colori vivaci come il rosso, l’arancione e il giallo.


La voglia di colore durò solo qualche decennio, dopodiché venne prediletto il colore nero ed è di soli due tipi: estivo ed invernale. Le differenze stavano nella pesantezza del tessuto, nella lavorazione e nella lunghezza delle frange. Quello invernale ha le frange piuttosto corte da 15 a 60 cm, mentre quello estivo presenta lunghezze da 50 a 120 cm. Anche la grandezza cambia, il primo è ampio per svolgere al meglio la sua funzione di coprire ed avvolgere, mentre il secondo è meno abbondante con maggior spazio alla frangia, più adatto alle calure estive.


La qualità e il prezzo si poteva determinare dalla quantità e tipologia di bordi fra le frange. Le frange dello scialle invernale formava tutt’uno con la tessitura stessa dello scialle, per quello estivo veniva eseguita da parte per poi essere applicata sulla stoffa da maestre specializzate.


Nel dopo guerra, mentre nelle capitali europee tornavano di gran moda i scialli di lusso che si portavano sopra gli abiti da sera, l’uso a Venezia comincio a declinare fino a scomparire completamente…

 

 

Ettore Tito –San Marco – 1899